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venerdì 28 ottobre 2016

Parco della Madonnetta


Il Parco della Madonetta situato nel Municipio Roma X, da sempre è esempio di virtuosità ambientale unica per una città come Roma, un area di 21 ettari che deve rimanere cosi come è stata strutturata, per questo vi chiedo per quanto possibile di sostenere questa battaglia per la salvaguardia di un area che sin dalla Sua creazione è stata un vero laboratorio sociale e di integrazione e che da un pò di anni  "speculatori" vogliono trasformare nell' ennesima area cementificata e per far ciò hanno attivato la classica macchina del fango.
 
Vi invito ad una passeggiata al Parco della Madonetta per renderVi conto della unicità che gli altri punti verde qualità presenti a Roma, ove esistenti non hanno se non per essere per lo più' aree cementificate con negozi, fast food e palestre e alla fine un  piccolo spazio verde.
 AL FONDO AMBIENTE!
 
Il comitato formatosi "Salviamo il Parco della Madonetta" in pochi giorni ha raccolto 12.000 firme, proprio per dimostrare che infangare non ferma i cittadini, tale sottoscrizione è  servita per la   presentazione di  una proposta di delibera di  inziativa popolare depositata al Comune di Roma e oggi in attesa di presentazione in aula da parte della nuova amministrazione per la discussione e relativa votazione.!!

di Francesco Petrucci

 

lunedì 24 ottobre 2016

Dal Presidente di Roma Road Runners Club


Carissimi e carissime
in collaborazione con HIPPOGROUP CAPANNELLE, domenica 6 Novembre, si ripeterà la bella esperienza del 2015, in cui molte società e scuole del territorio, aderirono all’iniziativa che si svolse all’interno dell’Ippodromo delle Capannelle. Anche quest’anno, si vuole riproporre quella esperienza molto positiva, in una giornata in cui si svolgerà anche il PREMIO ROMA di galoppo, un appuntamento prestigioso dell’ippica nazionale.
 

Per quanto riguarda la programmazione della giornata di sport, che probabilmente sarà affiancata da una iniziativa di raccolta fondi per Amatrice e le altre zone colpite dal terremoto, si inizierà in settimana a predisporla in base alla adesione delle associazioni e scuole che vorranno intervenire, tenendo presente che saranno a disposizione le aree verdi su cui poter mettere attrezzature e far svolgere attività, inoltre sulla pista di Atletica JOLLY, saranno a disposizione i ns tecnici per lezioni di prova e test gratuiti e a breve comunicheremo anche la probabile presenza di sponsor che potranno rendere ancora più felici bambini e ragazzi.

Infine, per tutta la giornata a partire dalle ore 10,30 alle 18,00 il parco giochi con gonfiabili HIPPO PARK sarà aperto con entrata libera.

Per chi è interessato, tenere presente che le attività dovranno iniziare dalle ore 13,30 in poi, se ci sono esigenze orarie diverse si valuteranno mano mano.

Grazie

Patrizio Mancini

Presidente RRRC

mercoledì 17 agosto 2016

E...state a cavallo!

Riceviamo e pubblichiamo questa iniziativa.

Carissimi
Il  mese di settembre, si apre con E...state a cavallo questo il programma:
Il 5 settembre riprenderanno i centri estivi ESTATE A CAVALLO, si svolgeranno fino al 9 settembre, con un prezzo speciale che andrà dai 60,00 agli 85,00 €. (Leggere allegati)
 
Il 10 settembre alle ore 10 giornata di apertura del corso di atletica giovanile a cura del Roma Road Runners Club.
Il giorno 11 settembre a partire dalle ore 13, inaugurazione ed OPEN DAY a entrata libera per l'occasione dell'HIPPO PARK. Il parco sorgerà nell'area ospitalità (dove si svolgono i centri estivi), sarà aperto il venerdì, il sabato e la domenica con apertura dalle ore 13 alle ore 19. Il parco sarà dotato di gonfiabili, mascotte, tanti giochi e sarà possibile organizzare feste per bambini. La tensostruttura (circa 100 mq) sarà riscaldata  durante il periodo invernale.
 
Sempre dall'11 settembre ci saranno tante altre interessanti novità che ti comunicherò appena ce ne sarà l'ufficialità
A disposizione per ogni ulteriore informazione (0671077050/3477-3384719682). 
 
Cordialità
Patrizio Mancini
 

lunedì 11 aprile 2016

Comunicato Stampa Referendum e Volantinaggio 9 Aprile

Per la prima volta in Italia nove Consigli Regionali sono riusciti, dopo aver depositato le firme necessarie, ad indire il voto popolare.

Il prossimo 17 aprile saremo chiamati a votare nel referendum sulle trivellazioni in mare, potendo esprimerci riguardo allo sfruttamento del petrolio al largo delle coste italiane. Questo referendum è l’occasione per affermare che il valore ambientale, sociale, agricolo, turistico del nostro territorio non può essere messo in pericolo dai favori che l’attuale Governo vorrebbe continuare a concedere alle compagnie petrolifere. Tutto ciò mentre a parole, invece, afferma di voler fare la sua parte a livello internazionale per affrontare la questione dei cambiamenti climatici e della dipendenza dalle fonti di energia fossile tutto questo per far arricchire le solite Lobby.

Detto ciò gli italiani sono chiamati a decidere se i permessi per effettuare le estrazioni degli idrocarburi in mare entro le 12 miglia dalla costa, ossia più o meno a 20 chilometri da terra, debbano durare fino all’esaurimento del giacimento , come avviene ora, oppure fino al termine della concessione.

Per semplificare in caso di esito positivo una volta scaduta la concessione le piattaforme situate entro le 12 miglia dalla costa dovranno essere smantellate per impedire cosi lo sfruttamento di gas o petrolio presente sotto i fondali.
Tutto questo non andrà ad incidere sulle strutture presenti oltre le 12 miglia che continueranno nelle loro attività.

Le associazioni aderenti sostengono invece che la vera ricchezza è il nostro mare e il nostro vero petrolio è la bellezza delle nostre coste, culla della nostra storia e della nostra cultura, la salvaguardia dei posti di lavoro non avrebbe un termine come invece avranno le concessioni .
OPENHANDS nella giornata del 9 Aprile si è impegnata in una azione di volantinaggio a sostegno del SI e ringrazia attivamente coloro che si sono adoperati per la buona riuscita della manifestazione.


 
Le trivellazioni comportano una vera e propria violenza per il nostro ecosistema in gran parte già compromesso ma con serie politiche di risanamento recuperabile.

 

Per questo diciamo no BARRANDO il SI  domenica 17 Aprile !

martedì 2 febbraio 2016

Reportage nell'ospedale ai confini tra Giordania e Siria.

Elisa, ci segnala questo interessante reportage realizzato dalla giornalista freelance Raffaella Cosentino.

Da marzo 2011 a novembre 2015, 697 tra medici e infermieri sono stati uccisi nel corso di 366 attacchi a 240 ospedali. Il 90% sono stati commessi dal governo siriano e dai suoi alleati.

La battaglia delle bugie.

Per i bombardamenti su Dresda e Hiroshima furono usate argomentazioni propagandistiche, ad esempio che erano necessari per mettere fine al conflitto mondiale. Oggi invece si nega che i civili e gli ospedali siano stati colpiti. "La propaganda è andata un passo oltre – dice Scott Lucas - Gli americani hanno inventato i ‘danni collaterali’ nel 1991 con la prima guerra del Golfo. I russi addirittura dicono che il danno non c’è, perché gli ospedali non esistono e stanno colpendo solo i terroristi. Non c’è una linea di demarcazione precisa fra quello che chiamano terroristi e i civili".

Per il diritto umanitario internazionale un ospedale non può mai essere attaccato, i combattenti feriti devono poter essere curati e il personale medico non può essere punito perché li cura. Regole che sono la differenza tra la vita e la morte per le équipe mediche sulla linea del fronte. Ma queste leggi non vengono rispettate. "Ho sempre detto a mia madre che non mi muovo dall’ospedale e che dentro sono al sicuro. Kunduz ci insegna che non è più vero – racconta Letizia Gualdoni, infermiera di 35 anni che con Msf è stata a Gaza, in Afghanistan, Libia, Siria e Yemen - ma vale sempre la pena mettere a repentaglio la tua vita per degli altri esseri umani".

Majed, 27 giorni di vita, è arrivato con una ferita alla testa causata da un barile bomba che gli ha riempito il cervello di schegge di proiettile. Diciannove bambini, tra quelli evacuati a Ramtha, sono stati colpiti da questo tipo di ordigni che vengono riempiti con rottami e lanciati in modo indiscriminato. Altri sono stati feriti da armi messe al bando, come le bombe a grappolo o le mine disseminate nei campi. "Abbiamo operato una bambina di 4 anni con un trauma cranico gravissimo - racconta Luisa Mancini, chirurgo italiano dell'ospedale di Ramtha - la valutazione iniziale era che sarebbe rimasta sorda, cieca e muta, senza mobilità agli arti inferiori. Era orfana ed era rimasta sotto le macerie a lungo. Ma con un lavoro eccezionale degli specialisti, adesso dice qualche parola e si capisce che ascolta".
L'inchiesta:

Il video: